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sabato, 27 agosto 2005

It’s all about... the towels? – Worldcon II parte

(English version) 

I ricordi, dopo tutto questo tempo, cominciano a farsi confusi, ma vediamo un po’ che cosa vien fuori.

 Per cominciare, una precisazione: Patrick, di una lista francese, mi ha fatto notare che il famoso panel a cui ha partecipato il sabato China Miéville, era un panel sull’omosessualità, dal titolo “Is there too much homoeroticism in fantasy for real homosexuality?”, in cui Miéville faceva la parte di “token straight”, l’etero invitato per rispettare le quote di rappresentatività. Giustamente: siamo democratici, noi fantascientifici, bisogna rispettare le minoranze.

 Ad ogni modo, non mi spiego come abbia potuto scordarmi un dettaglio di questa importanza: o è la sbronza da affaticamento, o forse i soliti ormoni, che alla vista di cotanto etero hanno messo a tacere con modi molto poco diplomatici la parte lesbo che è in me.

 Ma torniamo al nostro resoconto.

 La sera, cena in un ristorante indiano con Anna, Benjamin Rosenbaum e un gruppo di altri americani, non prima di aver immortalato qualche particolare pittoresco.

 

 Peccato per la stanchezza, perché ero seduta proprio di fronte a Benjamin, che ha proseguito a intrattenerci con le sue gag e considerazioni varie, tra cui una dottissima spiegazione sul fatto che secondo lui la storia bliblica di Giona sia in origine un racconto comico, o comunque parodistico, che è stato completamente travisato. Dicevo, peccato per la stanchezza, perché mi ha impedito di stargli dietro, e mi sono persa dei bei pezzi di conversazione, languendo in uno stato di dormiveglia digestivo fino alla partenza. 

fandom di mezzo mondo

 

 

 

 

 Dopo cena, un giro prima di nuovo all’Exhibition Centre, poi all’Hilton, dove si svolgevano le varie feste, trascinata qua e là dalla solita Anna, che con energia sovrumana – o quanto meno, a me così pareva, comparandola con quella che era la mia di energia, ormai a livelli sotto lo zero – continuava a presentarmi al fandom di mezzo mondo, gente di cui ahimè ho conservato ovviamente solo ricordi molto vaghi, e mi spiegava che quelle feste – in cui si mangiava e beveva di tutto, con mio grande pentimento per la costosa cena indiana – erano organizzate dai promotori della candidatura delle varie città per le prossime (o anche per le precedenti, la macchina del tempo l'avran pure inventata per qualcosa, no?) edizioni della Worldcon.  

 

 

 

 

 

 

 

 http://static.flickr.com/23/39172961_314520e3f9_m.jpg

 

 Nel frattempo, avevo commesso un grave errore: avevo confidato ad Anna di aver dimenticato, prima di partire, di mettere in valigia un asciugamano. Dimentico sempre qualcosa, prima di partire, e ovviamente mi rendo conto di che cosa sia solo quand’è troppo tardi. In passato ho anche provato a dimenticare qualcosa apposta, nella speranza di esorcizzare la dimenticanza, ma non ha funzionato. Insomma, credo. Non ricordo.

 Comunque. Dicevo, l’asciugamano. Bè, naturalmente se avessi alloggiato in albergo, il problema non si sarebbe posto, ma poiché per risparmiare avevo scelto il fantastico ostello Bluesky  – che se andate a Glasgow e siete al verde vi consiglio caldamente (tra l’altro quella che credo sia la proprietaria è italiana), perché mi son trovata davvero bene -,  il problema si poneva eccome.  

 

 

 

ostello Blueskyostello camera

E allora, ecco Anna alla caccia di un asciugamano: ogni volta che mi presentava qualcuno, gli raccontava questa storia, chiedendo se per caso non gli avanzava un asciugamano. Resterò nella storia della Worldcon 2005 come “quella che non aveva l’asciugamano”. Abbiamo vagato per tutto l’Hilton alla caccia di un asciugamano, cercando di penetrare in stanze proibite, trovando porte di feste chiuse a doppia mandata, fantasticando sul fatto che sicuramente là dentro ne avremmo trovato uno, e chiedendoci alla fine se magari un buon numero di tovagliolini raccattati alle varie feste non potesse bastare. La conclusione è stata che ho deciso, per il giorno successivo, di acquistare un asciugamano nuovo, cosa che per la verità mi ero ripromessa già all’arrivo, ma poi mi ero lasciata risucchiare dagli eventi. E Anna si è fatta venire in mente un’idea grandiosa: “Alla dealers’ room vendono gli asciugamani con la scritta ‘Don’t panic’”. È deciso: la missione del giorno dopo sarà l’acquisto dell’asciugamano “Don’t panic”.

Credo in ogni caso di essere finita a letto verso le 2, o anche più tardi, facendo 24 ore di veglia quasi ininterrotta, giusto un pisolo sulla navetta da Parigi all’aeroporto, mentre non ci ero riuscita in aereo anche grazie a un simpaticone che ha uscito (sic) un Toblerone gigante e se l’è sgranocchiato con l’amico per tutto il viaggio, riempiendo il velivolo della Ryanair di essenze cioccolatose che, dopo un’abbondante colazione, possono solo procurarti pericolosi, oltre che fastidiosi, movimenti peristaltici. Fortuna che non soffro di mal d’aria.

Il giorno dopo, si scatena quindi la caccia all’asciugamano selvaggio. Non entrerò nei dettagli di come me la sono cavata all’ostello, ma ci tengo a precisare che la doccia l’ho fatta comunque. Anche perché l’altra missione della giornata era arpionare Pat Cadigan e cercare di intervistarla, e penso che non sarei stata molto convincente se avessi conservato gli effluvi della giornata precedente.

Ah, mi torna ora in mente un particolare della giornata precedente che avevo scordato di menzionare: all’ingresso, due cartelli, l’uno sotto l’altro, annunciavano rispettivamente l’assenza di Iain Banks (e, incidentalmente, anche della Rowling) alla convention e la presenza di Iain M. Banks la domenica. Ne abbiamo concluso che sarebbe stato presente l’autore di fantascienza e non quello di fiction (per capire la differenza, consultare il sito di Banks). 

 

 

 Banks won't be there... er... yes, he will

 

 

 Prima tappa, quindi, la dealers’ room. Stavolta sono da sola, non ci siamo date appuntamento con Anna, tanto sappiamo che in un modo o nell’altro ci beccherin attesa di George RR Martinemo. Arrivo al banchetto “Don’t panic” e scopro che l’asciugamano costa 15 sterline. Vabbè, comunque sia un souvenir della Worldcon era previsto. Senonché, aprendo il portafoglio mi rendo conto che me ne sono rimaste solo 5. Chiedo di tenermi l’asciugamano da parte e riparto, con l’intenzione di fare un prelievo al bancomat. Mi rendo conto però di rischiare di perdermi un panel che mi interessa, che penso fosse “The Best New Feminism SF”, perché è uno di quelli che nel programma coincidevano nell’orario con il reading di George R.R. Martin, che, come potete vedere, ha avuto un discreto successo.

 

 

  A questo punto, però, mi sorge un dubbio: era stata la sera prima (il sabato) o quella sera (la domenica) che ci eravamo trovate Martin davanti a noi nella coda per il taxi e poi a una delle feste? L’unica che può dirmelo è Anna, è pregata di lasciare un messaggio sia nella versione italiana sia in quella inglese, grazie.

George RR Martin a un party

 Bè, ho già scritto troppo, per oggi. Direi che la storia dell’asciugamano può aspettare. E anche Pat Cadigan.

O no?

 

 

 

 

postato da: falena71 alle ore 18:02 | link | commenti (3)
categorie: viaggi, foto, fantascienza, gay , glasgow, interaction, worldcon

Commenti
#1   27 Agosto 2005 - 19:35
 
Oddio! Sai che non ricordo? No aspetta - domenica era la sera degli Hugo, e mi pare che sono arrivata all'Hilton da sola. ad ogni modo domenica i taxi partivano da davanti all'armadillo, assieme ai bus scoperti con i vincitori delgi Hugo. Deve essere stato sabato.
utente anonimo

#2   27 Agosto 2005 - 20:36
 
Sì, sì, penso anch'io. Perché prima abbiamo fatto tappa all'Armadillo, e poi abbiamo preso il taxi per l'Hilton, dopo di che l'abbiamo rivisto all'Hilton alla festa. Sìm credo che sia andata così :-)
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#3   29 Agosto 2005 - 11:55
 
come paladina dell'essenza identitaria postmoderna, non posso che addentrarmi, non sneza una masochistica protensione all'imprudenza, nell'apprezzamento del tuo blog.
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